11/10/2005
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Uniformata in testo unico la già copiosa normativa italiana sui diritti del consumatore



Entra in vigore il cosiddetto codice del consumo con la pubblicazione in G.U.   sarà in vigore dal 23 ottobre 2005, riorganizzando, secondo le finalità di tutti i T.U. le regole sulla tutela dei consumatori, in coordinamento con i principi e gli indirizzi affermati in sede comunitaria da cui le normative italiane derivano quale recepimento delle stesse.

Si tratta di 146 articoli,  suddivisi in sei parti, frutto del lavoro della Commissione di esperti presieduta dal Prof. Alpa che hanno anche tenuto conto delle istanze delle associazioni di settore  maggiormente rappresentative. 

Il codice prevede l’irrinunciabilità dei diritti attribuiti al consumatore (diritti relativi indisponibili), confermando la nullità di ogni pattuizione contraria alle previsioni del codice;  regolamenta la tutela  del contraente debole non solo dal punto di vista contrattuale, ma anche nella precedente fase di trattativa e in ogni situazione e fase di valenza giuridica instaurata con ogni soggetto  della catena di produzione e distribuzione di prodotti e servizi; prevede  meccanismi  di riequilibrio fra i contraenti, basati su "nullità di protezione", rilevabili anche d'ufficio,  tesa a superare la debolezza strutturale del consumatore. Trattasi di una nullità di tipo oggettivo desunta dalla struttura della clausola da invalidare e non di tipo soggettivo, ovvero connessa alla mala fide della parte contrattualmente dominante e/o predisponente. Ne consegue che saranno abusive le clausole disposte in danno del consumatore, nonostante la buona fede soggettiva dell'altro contraente, senza necessità di accertamenti ulteriori. Il  codice definisce inoltre i diritti degli interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti, di cui è promossa la tutela in sede nazionale e locale, anche in forma collettiva;  favorisce  la composizione extragiudiziale delle controversie, ribadisce la legittimazione delle associazioni di consumatori   nelle procedure contenziose, dispone l'inasprimento della disciplina sanzionatoria per le televendite ingannevoli e l'obbligo per il CIRC di adeguare la normativa del credito al consumo alle direttive europee.